LETTERA APERTA DEL NOSTRO PRESIDENTE
DAJE RAGAZZI, SIAMO DEGLI EROI!

Non avrei mai voluto scrivere questo messaggio, immaginavo invece di postare nelle prossime settimane una serie di notizie su cui l’Associazione Pizzerie Italiane sta lavorando da tempo. Magari anticipando qualche informazione sul nuovo campionato Api, oppure altre iniziative che vengono realizzate in altre regioni dove la nostra realtà associativa è presente e radicata sul territorio. Come presidente Api, ma anche come amico di tanti associati, non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi e quindi quanto sta accadendo a causa dell’emergenza Coronavirus ci riguarda tutti da vicino. Un problema gravissimo che ci tocca non solo come cittadini e comunità umana, poiché la salute pubblica è al primo posto, ma ci riguarda anche come imprenditori perché il danno economico di questa epidemia ha già creato perdite importanti e ingenti per moltissimi di noi. Un danno che, non sapendo quando terminerà questa sciagura – e come Api mi sento di ringraziare tutti i medici italiani che in prima linea affrontano con professionalità e coraggio il virus – nel tempo potrebbe essere ancora più pesante per le nostre aziende sia in termini di costi gestionali che occupazionali. Un dramma sociale dove anche chi dovrebbe occuparsi di noi ci sembra navigare a vista: decreti governativi fatti nella notte, provvedimenti in alcuni passaggi poco comprendibili o peggio senza interventi concreti di sostegno alle attività commerciali. Questo post non è certo per dire a ognuno di Voi cosa deve fare. Conosco bene gli associati Api: persone umane di immenso valore, grandi lavoratori, imprenditori seri e credibili. In una parola, EROI! Ognuno di Voi quindi sa bene come dovrà fronteggiare questa ennesima emergenza, così come in precedenti situazioni abbiamo rialzato la testa di fronte a uno scenario economico terrificante e che tutt’ora ci regala tasse inverosimili, una contribuzione alle stelle, tributi regionali e comunali a fronte di servizi nella maggior parte dei casi inefficienti o scadenti. Certamente questa è una fase negativa che investe un tessuto produttivo che va oltre il nostro comparto, che vede affogare in questo dramma tutti i passaggi della filiera agroalimentare ed enogastronomica italiana fino a toccare le borse mondiali. Una discesa verso lo zero a livello planetario. Ma ognuno di noi se è arrivato fin dove è arrivato, realizzando i sogni di una vita e costruito il successo professionale con il proprio sudore, non può mollare ma deve tentare di risalire la china. Non abbiamo chiuso la serranda quando davano per morto il ‘mondo-pizza’, non lo abbiamo fatto quando i governi ci hanno ‘tartassati’ e non possiamo gettare la spugna adesso. Almeno non così facilmente. Abbiamo l’obbligo di lottare come leoni, senza sbranarci tra noi ma difendendo il nostro fortino, le nostre saracinesche. Lo dobbiamo a noi stessi, ai lavoratori e alla pizza italiana, che se oggi rappresenta il Made in Italy nel mondo è soprattutto grazie all’Api, alla forza della nostra professionalità e formazione. Daje ragazzi!!!

Angelo Iezzi